AL TEMPO DELLA GUERRA

Par_Al tempo della guerra_ok

Com’era la vita nelle trincee quando le armi tacevano? Quali erano le condizioni di vita della popolazione civile nelle retrovie e nel resto dell’Italia? Come avvenne la fuga dopo la disfatta di Caporetto? Molto spesso le ricerche e i libri di storia hanno dato risalto ai grandi avvenimenti della Grande Guerra, agli atti di eroismo, alle imprese di singole persone divenute poi simboli patriottici. Al contrario, la vita quotidiana delle persone e dei soldati è stata tralasciata o considerata come materia per gli specialisti.

Si tratta invece di un insieme di approfondimenti e curiosità che danno un quadro completo di un periodo molto importante della storia contemporanea. La Grande Guerra non va ristretta infatti alle vicende belliche, a quelle politiche o alle innovazioni nel campo tecnologico e militare. I soldati, oltre a combattere, dovevano vivere nelle trincee e convivere con tutte le problematiche facilmente immaginabili come la mancanza di un letto o di un riparo nei giorni di pioggia. Situazioni di disagio e di sofferenza che si riflettevano poi anche nelle persone comuni, nelle donne, giovani, anziani e bambini di tutta Italia che videro i propri figli, mariti o padri partire per il fronte e spesso non tornare.
Ma oltre questo aspetto emotivo, la popolazione civile si può considerare a tutti gli effetti come un’altra protagonista della Grande Guerra. Tutti furono coinvolti in questo avvenimento collettivo. I più interessati furono, ovviamente, coloro che vissero nella zona delle retrovie, in quella fetta di territorio vicina al fronte che per questioni logistiche fu pesantemente militarizzata. Ma non vanno dimenticati nemmeno gli abitanti e le famiglie del resto del Paese i quali furono inquadrati nel cosiddetto “fronte interno” e diedero un forte contributo agli stravolgimenti sociali e culturali di quel periodo.

Uno sguardo particolare poi meritano le vicende conseguenti alla disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917) quando alla sconfitta militare si sommò la tragedia delle popolazioni friulane e di parte del Veneto. Molti decisero di abbandonare le loro case trasferendosi in altre regioni italiane. Altri invece restarono e subirono la durissima occupazione austro-ungarica terminata l’anno successivo.

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11



I commenti sono chiusi.