CHIRURGIE DES BATAILLES

►  di Roberto Magnani

da “Chirurgie des batailles” di Pierre Francois Percy.

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(Ispettore generale degli eserciti della Repubblica  e più tardi insignito del titolo di barone dell’impero.Medico militare e di fiducia di Napoleone)

Ci si arrangia alla meglio,nei posti di medicazione servono solo tre cose. Alcool per stordire il malcapitato, un pezzo di cuoio da far stringere fra i denti e due robusti infermieri che lo tengano stretto“. A Jena due giorni dopo la battaglia del 16 ottobre 1806. ” Quella mattina tutti quei disgraziati erano ancora nella sporcizia, in mezzo agli escrementi di quelli che non potevano alzarsi, braccia e gambe tagliate, cadaveri insanguinati, un orribile concime prodotto dalla poca paglia sulla quale sono sdraiati. In qualche posto è stato dato loro un po di brodo e del pane. Non si sa come abbiano potuto resistere fino ad ora“.

Con la marcia vittoriosa dell’esercito napoleonico marcia in Europa anche la febbre petecchiale che esso porta con se: il tifo è parola greca TYPHOS che significa spossatezza, incoscienza: etichetta gli stati ob_debda6_2015-01-06-114056trouse-larrey-museeiperfebbrili contrassegnati da petecchie e da grave compromissione del cuore fino al collasso, e dei centri nervosi fino al deliquio.Dopo aver fatto 8500 morti in Genova assediata all’indomani di Austerliz le febbri persistenti tornarono ad imperversare, quà e là, negli accampamenti dell’Europa centrale. Le campagne di Prussia 1806 (Jena e Auerstadt), di Polonia 1807 (Eylau) e poi di Austria 1809 (Wagram) provocarono delle gravi esplosioni di epidemia. “Il germe del contagio si propagò in virtù del sovraffollamento degli alloggi militari, a causa delle cattive condizioni degli accampamenti e degli stessi ospedali. Era possibile seguire e descrivere la direzione presa dal morbo seguendo il cammino percorso dai soldati che ne erano affetti. Si può pertanto a ragion veduta, denominare come peste di guerra l’insieme di queste malattie, coinvolgente, senza discriminazione, francesi, austriaci, polacchi, russi, prussiani. Non sono le coalizioni antifrancesi ad avere la meglio: è il tifo quel che sconfigge l’esercito di Napoleone“.



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