LE NUOVE ARMI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

I CARRI ARMATI

Par_Carri armati

Tra le tante novità che fecero la propria comparsa nella Grande Guerra ci furono i primi modelli di carri armati. Pensati già alla fine del XVIII secolo durante la Prima Rivoluzione Industriale, i prototipi furono costruiti tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX quando venne perfezionato in Germania il progetto del motore a scoppio applicato alle vetture.

Proprio in corrispondenza degli anni del conflitto l’industria inglese riuscì a sviluppare il primo modello che fece la sua comparsa sul fronte occidentale. Si trattava di una grande macchina blindata dotata di cingoli in grado di avanzare in diversi tipi di terreno e superare ostacoli come trincee larghe due metri. Al suo interno c’era spazio per 10 soldati che potevano guidarlo utilizzare le mitragliatrici installate al suo esterno. Ma questi primi carri armati, comparsi nel 1916, furono presto abbandonati per gravi problemi strutturali (ad esempio non erano stati previsti tubi di scappamento) e sostituiti con dei nuovi prototipi nel 1917 e nel 1918, risultando decisivi in molte battaglie sul fronte occidentale. Curiosamente, vennero prodotti in grande quantità da inglesi e francesi ma non dai tedeschi, solitamente molto attenti nei campi delle innovazioni.

Sul fronte italiano praticamente non comparvero mai. Gli austro-ungarici non ebbero mai le forze ed i mezzi per produrre dei modelli, mentre l’Italia nel 1918 fece scendere in campo sei modelli sperimentali, i Fiat 3000, prodotti dall’industria torinese ma perfezionati solo negli anni ’20. Al loro posto non era raro vedere delle autoblindo, simili ai carri armati ma dotati di ruote al posto dei cingoli.

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